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Calimno
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mwfgCalimno (mwfwin greco Κάλυμνος?, Cálymnos; in mwgaitaliano anche mwgqCàlinocite-ref-1[1]) è un'mwhgisola mwhwgreca del mwiamar Egeo facente parte del mwiqDodecaneso. È famosa per l'abilità dei suoi abitanti nel pescare le spugne e per essere uno tra i centri più rinomati al mondo per la pratica dell'mwigarrampicata sportiva.

Contents

Storia
Pothia
Chora
Myrties
Masouri
Vathy
Le vie
Note

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Geografia

Calimno è un'isola montuosa e brulla. Ha una forma massiccia con una lunga e smilza penisola che si protende verso mwjgLeros. Le sue coste sono assai frastagliate e al largo si trovano numerosi scogli e isolotti tra cui i più importanti sono mwjwTelendos, sul versante occidentale e mwkaPserimos su quello orientale.

Storia

In contrasto con l'abbondante materiale archeologico rinvenutovi, la storia di Calimno è poco nota. mwkwOmero la cita nell'mwlaIliade come una delle isole Calydnae. (Le altre erano probabilmente Leros, Telendos). Calimno fu colonizzata dai mwlqDori. Al tempo delle mwlgguerre persiane fu soggetta ad mwlwArtemisia I di mwmaAlicarnasso insieme alla vicina isola di mwmqCoo e mwmgNisiro. Finite le guerre divenne un'alleata di Atene.

mwnaOvidio la descrive come "l'isola dai boschi ombrosa" in contrasto con l'aspetto odierno dell'isola, alquanto spoglio. L'isola produce fichi, vino ed olio oltre ad un eccellente miele per cui era già celebre nell'antichità. Un sito archeologico si trova nella valle del porto di Linaria sul versante occidentale dell'isola. Le principali rovine sono quelle della grande chiesa dedicata a Cristo di Gerusalemme costruita sopra le fondamenta di un precedente tempio di Apollo di cui rimane ancora qualche traccia. L'epoca ellenistica è documentata nella zona di Vathy. Una necropoli è stata individuata a Damos.

Fonte: (Ross, Reisen auf den Griechischen, Inseln, vol. ii. p. 92, seq., vol. iii. p. 139.) This text is from: Dictionary of Greek and Roman Geography (1854) (ed. William Smith, LLD).

Nel mwng1912, in seguito alla mwnwguerra italo-turca, fu occupata dall'mwoaItalia. La sovranità italiana venne riconosciuta nel mwoq1923. Per due anni, fu governata dal Generale mwogFrancesco Traina Gucciardi. Il 24 settembre mwow1943 fu occupata dalle truppe britanniche, che la evacuarono il 4 ottobre, in seguito all'occupazione tedesca di Coo. Il 7 ottobre 1943 fu occupata dai tedeschi, dopo che metà delle truppe italiane si erano rifugiate in mwpaTurchia. Parte delle truppe italiane continuò la resistenza per circa un mese nell'interno dell'isola, prima di essere catturate. Occupata dalle truppe britanniche nel maggio mwpq1945, fu annessa alla mwpgGrecia nel mwpw1948.

Centri abitati

Pothia

Pothia è il centro più importante e la sede del municipio. È affacciata su una profonda insenatura della costa occidentale. Pothia ha un piccolo museo archeologico accolto nella villa della famiglia Vouvalis. Le collezioni spaziano dal periodo arcaico, classico a quello ellenistico e provengono per lo più dalla necropoli di Damos.
La villa della famiglia Vouvalis è stata restaurata e riportata all'aspetto del secolo XIX quando Calimno era un fiorente centro di pesca delle spugne.

Castello della Crysocherià

A metà circa della strada tra Pothia e Chora, si ergono su un'altura le rovine del castello di Chrysocherià costruito al tempo in cui il Dodecaneso era sottoposto al dominio dei mwrgCavalieri ospitalieri. Lungo la scala in pietra che conduce all'ingresso orientale castello si vedono gli stemmi del cavaliere Fantino mwrwQuerini governatore di Coo e del mwsaGran Maestro mwsqJean Bompart de Lastic che ne decisero la costruzione tra il mwsg1445 e il mwsw1450. Sono visibili anche i blasoni di Adimaro Dupuy (mwta1464 – mwtq1466) e di Giacomo de la Geltru sotto i cui governi il castello fu rimaneggiato. Oggi il castello con le sue due torri e i suoi due ingressi si presenta in buone condizioni grazie ad interventi della fine del XX secolo. Al suo interno però restano solo tracce delle antiche costruzioni. Tra queste è la chiesetta di Crysocherià (la Madonna dalle mani d'oro) che preesisteva al castello. A breve distanza vi sono i ruderi di due mulini per la macina del grano di proprietà del cavalier Querini. Il castello fu abbandonato poco dopo, alla fine del mwtgXV secolo a seguito delle frequenti incursioni dei Turchi. Non fu più restaurato perché il governo aveva deciso la costruzione di una più grande fortezza a Chora in posizione più sicura. Quest'ultima fortezza fu completata nel 1495.

Chora

Chora era l'antica capitale di Calimno. Oggi è un piccolo villaggio del retroterra, ad ovest del capoluogo. Sul monte che la sovrasta stanno i ruderi di un'antica fortezza bizantina. Tra Chora e Panormos si trovano i ruderi della chiesa di Cristo di Gerusalemme, fondata su un antico tempio di Apollo.

Megalo Kastro

Megalo Kastro è una fortezza costruita alla fine del XV secolo dai cavalieri di Rodi con lo scopo di difendere Kalymno dalla incombente minaccia turca. Megalo Kastro, il cui nome tradotto in italiano è Grande Fortezza, si trova ad un'altezza di 255 metri. La fortezza poteva ospitare una popolazione di 1.200 persone. All'interno si trovano numerose chiesette. La fortezza continuò ad essere abitata anche negli anni successivi della dominazione ottomana. Fu abbandonata solo verso la fine del mwuwXVIII secolo, quando diminuì il fenomeno della mwvaPirateria e le coste furono nuovamente sicure.

Myrties

Myrties è un villaggio su un promontorio della costa occidentale in posizione molto pittoresca, di fronte all'isola di Telendos. Vicino alla chiesetta di Agios Ioannis sono visibili i resti di un tempio.

Masouri

Masouri è a 1mwwq km più a nord di Myrties; è anch'essa una stazione balneare con molte spiagge nei suoi dintorni.

Emporiòs

Emporiòs (mwyqin greco Εμπορειόςmwyg?) è una località balneare lungo la smilza penisoletta che si protende verso Nord Ovest fin quasi a toccare mwywLero. Nelle vicinanze di Emporiòs si trova il sito archeologico di Kastrì, un antico luogo fortificato. Un sentiero in salita conduce alla porta munita di due torri, di cui una ancora in piedi. All'interno del perimetro delle mura sono visibili tracce delle fondamente di vari edifici. Vi sono stati identificati un frantoio e due cisterne. Kastrì fiorì tra il mwzaIV e il mwzqIII secolo a.C..

Vathy

Vathy è un centro della costa orientale allo sbocco di una fertile valle che fu abitata fin dal mwaaNeolitico come hanno dimostrato importanti rinvenimenti in vari punti della zona. Tra questi i più importanti sono:

La Grotta di Daskaliò

La grotta di Daskaliò si trova nel profondo e stretto golfo di Rina sulla rocciosa costa a nord dello scalo di Vathy. Nel 1922 fu esplorata dall'archeologo mwawAmedeo Maiuri. All'interno della grotta vennero ritrovati reperti del mwbaNeolitico e dell'età del bronzo. Fra questi spiccano un'ascia in pietra, un idolo in bronzo del minoico, un disco in terracotta del minoico di mezzo e vasi micenei.

Collina Peristeriàs

La Collina di Peristerià (in mwbwitaliano: mwcaCollina della Colomba) si trova nell'insenatura di Vathy, dalla parte opposta alla grotta di Daskaliò. È un sito che fu abitato alla fine mwcqNeolitico. La zona che si estende fino in località Voukolià al limite della strada asfaltata, ha prodotto alcuni vasi in ceramica nera del periodo geometrico. Non vi sono state rinvenute tracce di abitazioni. Probabilmente queste erano costituite da capanne.

Il centro di Kastella

Il centro di Kastella si trova lungo le pendici del monte a settentrione di Vathì, a 500mwda m di distanza dalla località Metòchi. Le imponenti rovine si allargano fino al monte Rito ad occidente. Le costruzioni (circa 50), disposte su assi ortogonali, erano realizzate con blocchi di pietra locale, di forma quadrata e trapezoidale, posti l'uno sull'altro senza l'uso di materiali leganti. Alcune pietre hanno dimensioni di 1,60 m di altezza x 1,30 m di lunghezza. Nella parte alta dell'abitato si trovano mura spesse che appartenevano forse ad un tempio o all'abitazione di qualche dignitario. Il luogo fu abitato dalla preistoria fino all'età classica. Vi sono stati ritrovati idoli fittili della tarda età del bronzo, monili della tarda età del bronzo, monete di mwdqMileto e di mwdgCoo e punte di frecce in bronzo del mwdwV secolo a.C. Probabilmente gli abitanti erano di etnia mweaCaria. L'abitato cessò di esistere nel mweqV secolo a.C.

L'acropoli di Embola

L'acropoli di Embola era un luogo fortificato nella valle di Vathy, ad est della località Metòchi. È visibile il muro di cinta spesso poco più di 1 metro e con un perimetro di 75x 42 metri. Vi si aprivano porte di 4 metri di larghezza. L'acropoli fu costruita nel mwfaIV secolo a.C. e fu abitata per tutto il periodo mwfqellenistico.

La basilica dei Taxiarchi

La basilica dei Taxiarchi si trova a nord dell'acropoli di Embola. Fu costruita nel mwgaVI secolo d.C. con materiali di recupero dell'acropoli. Era una chiesa paleocristiana di 21,60 x 13,60mwgq m, con il pavimento decorato a mosaico colorato per lo più con motivi geometrici. Vicino c'è una chiesa con tracce di affreschi del mwggXIII e del mwgwXIV secolo.

Rina

Rina era un porto del versante orientale, oggi all'interno. Il nome deriva da un'antica basilica paleocristiana di Santa Irene (La pace divina) o, più probabilmente, dalla parola mwhggreca "reo" che significa scorrere. L'agglomerato fu fiorente nella prima era bizantina (mwhwV e mwiaVI secolo d.C.). Le abitazioni private erano dotate di cisterne per la conservazione di acqua potabile. Vi sono state rinvenute 7 chiese. L'abitato decadde nell'mwiqVIII secolo, molto probabilmente per le sempre più frequenti incursioni di Arabi dal mare. Si sviluppò nuovamente nel mwigX secolo con la ripresa dello Stato bizantino.

Stimenia

Stimenia è una località corrispondente alla zona nord ovest della valle di Vathy. A 50 metri dai ruderi della chiesa bizantina di San Nicola c'è una grotta che fu abitata in epoca preistorica. Intorno alla chiesa sono state rinvenute tombe di epoca bizantina.

Elies

Elies è una località molto piccola, in realtà praticamente una piazza, lungo la strada che da Arxangelos porta a Myrties. Ritrovo serale di giovani e turisti, Elies conserva il naturale clima di ospitalità e allegria tipico della Grecia.

Sito d'arrampicata

L'isola è un importante mwlqsito d'arrampicata che offre più di mwlg3000 vie verticali e strapiombanti su roccia mwlwcalcarea. Grazie al clima prevalentemente asciutto può essere considerata una meta adatta per ogni stagione, sebbene la primavera e l'autunno siano le stagioni migliori per praticare.

Sull'isola sono presenti vie per ogni stile di arrampicata, ma il tratto distintivo sono sicuramente le vie strapiombanti in grotta caratterizzate da grosse stalattiti sporgenti dalla parete.

I settori

Alcuni tra i settori più classici e frequentati dell'isola sono:

• mwnqAfternoon
• mwnwAhri
• mwoqGrande Grotta
• mwowOdyssey
• mwpqPanorama
• mwpwSecret Garden
• mwqqSikati Cave

Le vie

Le vie più difficili:

• 9a/5.14d:

• mwsaLos Revolucionarios - 25 maggio 2009 - mwsqAdam Ondracite-ref-2[2]

• 8c+/5.14c:

• mwuqInshallah - ottobre 2007 - Nicolas Favressecite-ref-3[3]
• mwwaGora Guta Gutarak - maggio 2007 - Nicolas Favressecite-ref-4[4]
• mwxgTitanthrope - 23 ottobre 2006 - mwxwDave Graham

Amministrazione

Gemellaggi

Calimno è gemellata con:

Arles, dal 2004

Note

cite-note-11. mw1aAtlante Zanichelli, p.19
cite-note-22. mw2a(mw2qmw2gEN) Jack Geldard, mw2wmw3aAdam Ondra F9a+ / Kalymnos & More, su mw3qukclimbing.com. mw3gURL consultato il 2 gennaio 2012.
cite-note-33. mw4gmw4wmw5aKalymnos: Nicolas Favresse libera Inshallah 8c+, su mw5qplanetmountain.com, 31 ottobre 2007. mw5gURL consultato il 2 gennaio 2012.
cite-note-44. mw6g(mw6wmw7aEN) mw7qmw7gNico sends a new contender for the hardest route in Kalymnos!, su mw7wnicolasfavresse.com. mw8aURL consultato il 13 marzo 2021 mw8q(archiviato dall'mw8gurl originale l'11 aprile 2013).

Bibliografia

• mw9g(EN) Aris Theodoropoulos, Kalymnos Rock Climbing Guidebook, Terrain, 2010, ISBN 978-960-9456-19-7.

Altri progetti

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Collegamenti esterni

• mw-wCalimno sull'Enciclopedia Treccani
• mw-qCalimno sull'Enciclopedia Sapere
• mw-wGuida arrampicata su planetmountain.com, su planetmountain.com.